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Liebeslieder-Walzer
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Il quartetto vocale viene impiegato in modo diverso a seconda della scelta del compositore. Alcuni brani sono interamente condotti in quattro parti; altri oppongono una voce alle altre tre o a due a due; altri ancora sono scritti per due parti o per una voce solista.
Contents
• Storia
• Testi
• Note
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Storia
La fusione - non molto consueta nel XIX secolo - di polifonia vocale, ritmo di danza e accompagnamento strumentale ha un lontano archetipo nelle canzoni a ballo del Cinquecento, come ad es. i celebri mwfaBalletti mwfqcon li suoi versi, per cantare, sonare & ballare (Venezia, 1591 e 1594), a 5 e a 3 voci, con vari strumenti, del lombardo Giovanni Giacomo Gastoldi; composizioni che a loro volta, come altre del medesimo genere, sono riconducibili alle canzoni e ballate profane a più voci del Quattrocento fiammingo. I mwfgBalletti di Gastoldi ebbero all'epoca - ma anche molto dopo la scomparsa dell'autore - una tale diffusione, tanto in Italia come in vari Paesi d'Europa, da avere, per es. in Germania, una notevole influenza sui mwfwTanzlieder di Hans Leo Hassler o di Valentin Haussmann.
I precursori più immediati dei mwgqLiebeslieder Walzer si possono invece ravvisare tanto nello mwggSpanisches Liederspiel op. 74 sia soprattutto nella raccolta degli mwgwSpanische Liebeslieder op. 138 di mwhaRobert Schumann (1849), questi ultimi per quattro voci e duo pianistico, dove tuttavia l'intero quartetto vocale si presenta soltanto nell'ultimo (10°) numero (mwhqDunkler Lichtglanz, mwhgblinder Blick) e i brani non sono improntati a un tempo di danza che ne costituisca il ritmico filo conduttore.
Fra tutti i Lieder a quattro voci composti da Brahms (una sessantina in tutto), questi piccoli capolavori sono stati spesso erroneamente considerati "musica facile", soprattutto per via dell'adozione del tempo di mwiawalzer. Essi in realtà sono tali soltanto in apparenza, rivelandosi - ad una più approfondita indagine - delle squisite miniature: autentici gioielli della cosiddetta mwiqHausmusik dell'epoca romantica, che sono rimasti oltretutto un mwigunicum nella letteratura musicale del tempo.
Testi
Brahms trasse i testi dei mwjqLiebeslieder da mwjgPolydora. mwjwEin weltpoetisches Liederbuch, una collezione di antichi e recenti canti d'amore di diversi Paesi, fra cui molti orientali, rielaborati e tradotti in tedesco dalle lingue originali da mwkaGeorg Friedrich Daumer, e pubblicati nel 1855. Ricerche sui testi condotte da studiosi del Novecento hanno permesso di appurare che alcuni di essi sono stati scritti da Hāfiz, poeta e mistico persiano del XIV secolo (ad es. mwkqFinstere Schatten der Nacht, n. 2 dell'op. 65); altri invece (come mwkgEin dunkeler Schacht ist Liebe, mwkwNicht wandle, mein Licht e mwlaEs bebet das Gesträuche; n. 16-17-18 dell'op. 52) dal poeta lirico e patriota ungherese Sándor A. Petőfi. L'ultimo dei mwlqNeue Liebeslieder op. 65, dal titolo mwlgZum Schluß ("In Conclusione"), è tratto invece dall'Elegia mwlwAlexis und Dora (Jena, 1796) di mwmaGoethe.
Prime esecuzioni
Dopo una prima prova pubblica generale a Karlsruhe, il 6 ottobre 1869, in un concerto in cui vennero eseguiti 10 dei 18 mwmwLiebeslieder op. 52, l'esecuzione integrale della prima raccolta ebbe luogo a Vienna (Kleiner Redoutensaal) il 5 gennaio 1870. Al pianoforte, Clara Schumann e lo stesso Johannes Brahms. Fra i cantanti spiccavano il soprano wagneriano Marie Louise Dustmann-Meyer, che era anche un'eccellente liederista, e il tenore boemo Gustav Walter, uno degli interpreti più acclamati alla Staatsoper viennese.
Sei anni dopo, i ''Neue Liebeslieder'' op. 65 furono eseguiti per la prima volta ancora a Karlsruhe, l'8 maggio 1875, durante un concerto organizzato al Museumsaal dal direttore d'orchestra Otto Dessoff, che in quell'occasione accompagnò i cantanti eseguendo insieme all'autore la parte pianistica.
Ispirazione musicale
Benché non vi sia alcuna testimonianza concreta che riveli una precisa fonte di ispirazione, molti commentatori hanno supposto che la prima delle due raccolte, i mwngLiebeslieder op. 52, sia legata all'amore di Brahms per Julie Schumann, terza figlia del compositore e di Clara.cite-ref-1[1] Già nel 1861 il musicista amburghese aveva dedicato alla giovinetta, allora sedicenne, le sue mwowVariazioni op. 23 mwpaper pianoforte a quattro mani, sul cosiddetto mwpqGeister-Thema di Schumann. In una lettera a Clara del 2 febbraio 1868, Brahms, già trentacinquenne, parve voler chiedere la sua mano, sebbene con espressioni molto larvate e alquanto enigmatiche. Julie, tuttavia, non sembrò dare importanza alla sua corte e sposò invece - nel settembre del 1869, lo stesso anno della pubblicazione dell'opus 52 - il conte piemontese Vittorio Radicati di Marmorito.
Nella desolata e drammatica mwpwRapsodia per contralto, mwqacoro maschile e orchestra, op. 53, su testo di Goethe, composta subito dopo, è chiaramente palpabile l'eco della cocente delusione del musicista: in una missiva del 1870, che accompagnava la partitura manoscritta inviata a Clara, Brahms non ne fece mistero e, con amara ironia, definì la sua nuova opera: "il mio epitalamio per la contessa Schumann".
D'altro canto, sotto un aspetto specificamente musicale, occorre considerare che Brahms aveva già pubblicato, nel 1867, i mwqg16 Walzer per pianoforte a quattro mani (op. 39). I mwqwLiebeslieder rispecchiano il suo desiderio di cimentarsi - in quel medesimo genere in cui aveva incontrato il plauso tanto del pubblico come della critica - in una composizione ora più complessa e articolata, suscettibile di maggiori chances inventive e combinatorie, consentite dalla presenza del quartetto vocale insieme al pianoforte. Il protratto interesse dell'autore risulta poi più evidente con l'aggiungersi, alcuni anni dopo, dei mwraNeue Liebeslieder op. 65, ancor più rifiniti ed elaborati rispetto alla prima serie, e per altro non più riconducibili, a quel punto, ad una circostanza biografica sentimentale.
18 Liebeslieder Walzer opus 52
1. mwsqRede, Mädchen, allzu liebes
2. mwswAm Gesteine rauscht die Flut
3. mwtqO die Frauen (Tenore e Basso)
4. mwtwWie des Abends schöne Röte (Soprano e Alto)
5. mwuqDie grüne Hopfenranke
6. mwuwEin kleiner, hübscher Vogel
7. mwvqWohl schön bewandt war es (Soprano o Alto)
8. mwvwWenn so lind dein Auge mir
9. mwwqAm Donaustrande
10. mwwwO wie sanft die Quelle
11. mwxqNein, est ist nicht auszukommen
12. mwxwSchlosser auf, und mache Schlösser
13. mwyqVögelein durchrauscht die Luft (Soprano e Alto)
14. mwywSieh, wie ist die Welle klar (Tenore e Basso)
15. mwzqNachtigall, sie singt so schön
16. mwzwEin dunkeler Schacht ist Liebe
17. mwaqNicht wandle, mein Licht (Tenore)
18. mwawEs bebet das Gesträuche
== ''15 Neue Liebeslieder'' ''Walzer'' opus 65 == # ''Verzicht, o Herz, auf Rettung'' # ''Finstere Schatten der Nacht'' # ''An jeder Hand die Finger'' (Soprano) # ''Ihr schwarzen Augen'' (Basso) # ''Wahre, wahre deinen Sohn'' (Alto) # ''Rosen steckt mir an die Mutter'' (Soprano) # ''Vom Gebirge Well auf Well'' # ''Weiche Gräser im Revier'' # ''Nagen am Herzen fühl ich'' (Soprano) # ''Ich kose süß mit der und der'' (Tenore) # ''Alles, alles in den Wind'' (Soprano) # ''Schwarzer Wald, dein Schatten'' # ''Nein, Geliebter, setze dich'' (Soprano e Alto) # ''Flammenauge, dunkles Haar'' (prima parte, Soprano e Alto; seconda parte, 4 voci) # ''Zum Schluß: Nun, ihr Musen, genug!''
Versioni, trascrizioni e imitazioni
Data la grande popolarità raggiunta - dovuta al fascinoso e continuamente mutevole tempo di walzer (o di mwbgLändler), alle seducenti melodie (ispirate assai più a Schubert e al mwbwVolkslied tedesco che non a Johann Strauß jr.) e alle ingegnose combinazioni ritmiche, armoniche e contrappuntistiche delle quattro voci (Brahms stesso scrisse in una lettera al suo editore Simrock: mwcaSo fein arbeitet man nicht jedesmal, "Non si compone sempre in modo così raffinato") - esistono molte versioni e trascrizioni dei mwcqLiebeslieder. Dell'opus 52, una versione approntata dal compositore e pubblicata nel 1874 (op. 52a) è per pianoforte a quattro mani, senza il quartetto vocale, con alcune aggiunte e modifiche, e un'aumentata complessità nelle linee originali del pianofortecite-ref-stark-2-0[2]. L'anno seguente, Brahms pubblicò anche una versione per voci con pianoforte solo.cite-ref-stark-2-1[2]
Il direttore d'orchestra Ernst Rudorff, con la mediazione di Clara Schumann, riuscì a convincere il musicista a realizzare un arrangiamento per voci e piccola orchestra, destinato a un'esecuzione che ebbe luogo nel 1870 (la partitura fu però pubblicata postuma, molti decenni dopo, dall'editore Peters di Lipsia, nel 1938).cite-ref-stark-2-2[2] Questa trascrizione orchestrale presenta una scelta di 8 fra i mwfwLiebeslieder op. 52: nell'ordine i numeri 1, 2, 4, 5, 11, 8, 9, 6; e in più, fra il n. 5 e il n. 11, il Lied mwgaNagen am Herzen, una prima versione di quello che sarebbe poi diventato il n. 9 dei mwgqNeue Liebesliedercite-ref-stark-2-3[2]
Nel 1889, il compositore, arrangiatore e violinista Friedrich Valentin Hermann creò una trascrizione dei mwhwLiebeslieder Walzer per soli archicite-ref-3[3]. Esiste pure l'uso, dal tempo delle prime esecuzioni fino ai giorni nostri, di eseguire talvolta questi brani con un piccolo coro misto al posto delle quattro voci soliste.
Come tutte le composizioni di grande successo, i mwjqLiebeslieder ebbero nel tempo diverse imitazioni, senza che nessuna di esse, però, sia mai riuscita a pareggiare o addirittura superare le qualità e la bellezza dell'originale. Tra le altre, se ne possono citare almeno due, ad essi chiaramente ispirate: il mwjgLiebesliedspiel in Walzerform per coro misto e pianoforte (op. 6) e il mwjwLiederreigen per quattro voci e pianoforte (op. 17) di un musicista che fu grande amico di Brahms a Vienna: Richard Heuberger.
Discografia essenziale
• J. Brahms, mwkwLiebeslieder (e una scelta dai Quartetti vocali op. 64 e 92) Latvian Radio Choir, dir. Sigvards Kjava. Dace Kjava, Aldis Liepins, duo pianistico (CD Ondine, 2017).
• J. Brahms, mwlqLiebeslieder-Walzer op. 52 & 65 (con i 3 Quartetti vocali con pf. op. 64). mwlgMarlis Petersen (S), mwlwStella Doufexis (A), Werner Güra (T), Konrad Jarnot (Bar.); Christoph Berner, Camillo Radicke, duo pianistico. (CD Harmonia Mundi, 2007).
• J. Brahms, mwmqLiebeslieder Walzer op. 52 & 65 (e mwmgSpanische Liebeslieder op. 138 di Schumann). Barbara Bonney (S), Anne-Sophie von Otter (A), Kurt Streit (T), Olaf Bär (B). Helmut Deutsch, Bengt Forsberg, duo pianistico (CD EMI Classics, live recording, Edinburgh International Festival, 1994).
• J. Brahms, mwnaLiebeslieder Walzer op. 52 & 65 (e mwnqDrei Quartette op. 64). Edith Mathis (S), Brigitte Fassbaender (A), Peter Schreier (T), Dietrich Fischer-Dieskau (B). Karl Engel, Wolfgang Sawallisch, duo pianistico (LP e CD Deutsche Grammophon, 1983).
• J. Brahms, mwnwLiebeslieder Walzer op. 52a & op. 65a (versione per solo pianoforte a 4 mani). Barbara Rizzi, Antonio Nimis, duo pianistico. (CD "mwoaGuarda l'onda come è chiara". Poesia e musica nei mwoqLiebeslieder di Johannes Brahms. Lettura dei testi in lingua italiana di Quirino Principe, traduttore e voce recitante. TauKay Ed. Musicali, 2007).
• J. Brahms, mwowLiebeslieder Walzer op. 52 & 65. Irmgard Seefried (S), Raili Kostia (A), Waldemar Kmennt (T), Eberhard Waechter (B). Erich Werba, Günther Weissenborn, duo pianistico (LP mono, Deutsche Grammophon, 1963; fuori catalogo).
Note
cite-note-11. ↑ mwqgAvins, Styra, mwqwmwra“Brahms, Johannes.”, a cura di Allison Latham, The Oxford Companion to Music, Oxford University Press.
cite-note-stark-22. ↑ Stark, Lucien. 1998. Brahms's vocal duets and quartets with piano: a guide with full texts and translations. Bloomington: Indiana University Press. 29–47
cite-note-33. ↑ Godell, Tom.”Dances from the heart of Europe.” American Record Guide 67.1 (Jan/Feb 2004): 196–197.
Bibliografia
• Caracciolo Marina, mwvaBrahms e il Walzer. Storia e lettura critica (Walzer op. 39 - Liebeslieder Walzer op. 52 & 65). LIM, Lucca, 2004; pp.mwvq 166. ISBN 978-88-7096-362-5
• Houston Seth Farwell, mwwaA cultural History of Georg Friedrich Daumer's "Polydora" and Johannes Brahms "Liebeslieder" Waltzes, op. 52. Diss., USC Thornton School of Music University of Southern California, 2014 (pp.mwwq 289)
• mwwwFrancesco Bussi, mwxaTutti i duetti e i quartetti vocali con pianoforte di Johannes Brahms (con traduzione e testo originale a fronte). LIM, Lucca, 2009.
• mwxgFuller Maitland, John Alexander, voce "Brahms, Johannes" in mwxwGrove's Dictionary of Music and Musicians, (5 volumi). Vol. 1, pp.mwya 382–391. London, Macmillan & Co., Ltd.
• Kross Siegfried, mwygDie Chorwerke von Johannes Brahms. Hesse, Berlin-Halensee, 1958.
• Neugebauer, Shirley A., mwzaJ. Br.'s Liebeslieder - Waltzes op. 52: A Conductor's Analysis. D.M.A. Diss. University of Miami, 1982; pp.mwzq 81.
• David Lee Brodbeck, mwzwBrahms as Editor and Composer: His two Editions of Ländler by Schubert and his first two cycles of waltzes, op. 39 and 52. Diss. University of Pennsylvania, 1984.
• Lucien Stark, mw0qBrahms' Vocal Duets and Quartets with Piano: A Guide with Full Texts and Translations. Indiana University Press, Bloomington, 1998.
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• Rezső Boros, mw1gPetőfi in der Vertonung von Brahms, in "Studia Musicologica Academiae Scientiarum Ungaricae", VIII; 1966.
• Schmitz Eugen, mw2aLiebeslieder Walzer von Brahms in orchestraler Fassung, in "Deutsche Musikkultur", V (1940-41); pp.mw2q 64–68.
• Mendelssohn, Ignaz, mw2wZur Entwicklung des Walzers; in "Studien zur Musikwissenschaft", XIV (1926), pp.mw3a 57–87.
Collegamenti esterni
• citerefbritannica-com(EN) Betsy Schwarm, Liebeslieder waltzes, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• (EN) Spartiti o libretti di Liebeslieder-Walzer / Liebeslieder-Walzer (altra versione), su International Music Score Library Project, Project Petrucci LLC.
• mw4gRehearsal Information for The Napa Valley Chorale 2006 (PDF), su napavalleychorale.org. URL consultato il 22 novembre 2015 (archiviato dall'url originale il 27 luglio 2011).
• mw5aDetailed Listening Guide using a recording with four solo voices
• mw5gNeue Liebeslieder, op. 65 (Brahms), mw5wNeue Liebeslieder, op. 65a (Brahms): Free scores at the mw6aBrahms Institut.